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Il risotto alle cimette di ortiche

Comments (0) | mercoledì 8 settembre 2010



Il riso e' un cereale che ci piace molto, ottimo per gli intolleranti a frumento e glutine, e quindi lo troverete spesso tra le nostre ricette.
Ma, attenzione: il nostro risotto e' superleggero perche' in tutte le nostre preparazioni e' tassativamente escluso il burro sostituito egregiamente con olio di oliva. Provare per credere, il risotto risultera' molto più digeribile e light, ed il gusto sara' garantito dall'unicita' dell'aroma degli ingredienti.
Non più gusto piatto del burro o dell'abbondante formaggio che solitamente si trova nei risotti. Il gusto lo danno veramente gli ingredienti compagni del riso!
Ortiche: questo l'ingrediente jolly del risotto di oggi. Al momento ci troviamo in montagna ed e' facilissimo trovarle ai bordi dei sentieri. Raccogliamole con perizia e guantini, prediligendo le cimette più giovani, e il risotto e' fatto.

Ricetta
Ingredienti (per 4 persone)
350 g di riso, meglio se integrale o semintegrale
2 cucchiai di olio
Mezza cipolla
300 g di ortiche
1,5 l di acqua
Un cucchiaino da te di brodo vegetale o un dado vegetale fatto in casa
Un po’ di parmigiano reggiano grattugiato

Svolgimento
Sbollentate per pochi minuti le cimette di ortiche che avrete precedentemente lavato con cura in un litro di acqua. Una volta scolate, conservate l’acqua di cottura con la quale poi bollirete il riso.
Fate bollire a parte dell’altra acqua che potrebbe intervenire per cuocere il riso qualora aveste finito l’acqua delle ortiche.
Tritate ben bene la cipolla e stufatela a fuoco basso in una casseruola con due cucchiai di olio e 1 cucchiaio di acqua, aggiungete le ortiche e il riso che farete tostare per pochi minuti e quindi irrorate con il vino bianco.
Rimestate per non fare attaccare il riso e, una volta fatto evaporare il vino bianco a fiamma alta e senza coperchio, aggiungete l’acqua di cottura delle ortiche con il dado vegetale oppure con un cucchiaio di brodo vegetale naturale.
Fate cuocere il riso e, se si dovesse asciugare troppo, aggiungete acqua bollente fino a cottura ultimata.
Come dicevamo prima, evitiamo di appesantire la nostra leccornia con il burro per amalgamare, ma, nel caso lo gradiste, potete grattugiarvi del parmigiano reggiano stagionato 30 mesi.


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La conserva di pomodori cuore di bue

Comments (0) | domenica 5 settembre 2010

A chi non è capitato, almeno una volta nella vita, di sentirsi proibire dal dottore i pomodori? Fai fatica a digerirli, ti portano acidità di stomaco, ti creano problemi di colite, di gastrite, addirittura ti inficiano la respirazione perchè il gonfiore della pancia opprime i polmoni e così via.
In effetti il pomodoro è uno dei primi alimenti che viene abolito appena ti individuano delle intolleranze alimentari.
Ma perché? Proprio perché è molto acido e di conseguenza difficilmente digeribile.
Il PH del pomodoro é infatti molto basso, così come quello dello stomaco, compreso tra 1 e 3: mangiando pomodori si aggiunge altra acidità allo stomaco, fattore che comporta un maggior dispendio di risorse per digerire gli altri cibi.
Non dimentichiamo però che il pomodoro è ricco di vitamine e di un potente antiossidante naturale, il licopene.
Per questo motivo non va eliminato dalla propria dieta, ma va scelto quello giusto.
Esiste una varietà di pomodoro che azzera quasi del tutto il problema dell’acidità: il cuore di bue, quella varietà dalla forma a cuore, un po' irregolare, con costolature accentuate e la cui polpa è molto carnosa e con pochi semi.
Aaltre qualità di pomodori con bassa acidità sono il canestrino e il costoluto fiorentino.
Via libera, dunque, al cuore di bue! Lasciate perini, pomodori insalatari e soprattutto abbondonate ogni tipo di conserva industriale (che di certo non è fatta con il cuore di bue, non foss'altro perché è uno dei pomodori più costosi....).
Il modo migliore per gustarli è privandoli della pelle e dei semi, parti che in generale sono più acide e più facilmente indigeste. (Se proprio non avete i cuori di bue, seguite questa operazione con tutti i pomodori - risulteranno comunque più digeribili).
Ma il cuore di bue è naturalmente un prodotto stagionale (estivo) e quindi, nelle altre stagioni, dobbiamo rinunciare ai pomodori ?
La risposta è sì e no.
Sì, perche' dobbiamo imparare a mangiare sempre solo alimenti stagionali (e il più possibile locali). È risaputo, infatti, che frutta e verdura hanno sempre effetti benefici sulla salute, perché sono ricche di sostanze protettive antiossidanti. Ma la verdura raccolta molto tempo prima di essere consumata perde alcune caratteristiche nutrizionali fondamentali, si impoverisce ed è meno saporita.
I cibi novelli sono in genere più teneri e più dolci, perché contengono più zuccheri che non si sono ancora trasformati in amido.

In generale è quindi buona norma mangiare in inverno poche pietanze fatte con il pomodoro.
Ma è anche un peccato non mangiarne affatto.
Noi abbiamo risolto questo dilemma preparando delle conserve molto semplici per l'inverno.

Conserva di pomodori Cuore di Bue
Sbollentate qualche minuto i pomodori ben maturi in acqua bollente.
Scolateli e privateli della pelle e di tutti i semi, che rendono il pomodoro meno digeribile, nonchè dell'acqua interna.
Fatene pezzi grossolani e passateli pochi secondi nel tritatutto.
A questo punto è arrivato il momento di invasare la conserva utilizzando dei normali vasi in vetro a chiusura ermetica che avrete preventivamente pulito in modo accurato.
Se lo gradite, potete aggiungere qualche foglia di basilico all’interno.
I vasi vanno riposti in un ampio tegame, avvolti con dei canovacci per non farli urtare tra loro, e ricoperti d'acqua: l’acqua deve superare di 2-3 dita il coperchio dei vasi. Si procede quindi con una bollitura di mezz'ora che garantirà una sterilizzazione ed una conservazione più duratura della conserva. Una volta completato quest'ultimo passaggio si lasciano riposare nell'acqua di cottura fino al suo completo raffreddamento.
Dal momento che vengono utilizzati tappi a chiusura ermetica, al termine del processo il tappo dovrà essere “rientrato”: se, invece, premendo il tappo con un dito sentirete il classico clic-clac, la procedura di sterilizzazione non è andata a buon fine. È possibile comunque ripeterla.
È bene consumare la conserva entro un anno dalla sua preparazione.

Nota: nella selezione dei vasetti, pensate al consumo che poi farete del contenuto. Una volta aperto il vasetto, il suo contenuto deve essere consumato entro pochi giorni e quindi, se in famiglia siete solo in due (ad esempio) non ha senso acquistare vasi troppo grossi, a meno che non vi scofaniate una pasta al pomodoro ogni sera.
Esperienza personale...


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